Terapia del dolore

 

TERAPIA DEL DOLORE

Presso lo studio del dott. Enrico Biffi è possibile effettuare terapia del dolore grazie all'applicazione di varie tecniche terapeutiche che possono essere utilizzate singolarmente o in associazione in base alle necessità del caso. Le tecniche utilizzate sono:

  • AURICOLOTERAPIA
  • ACU-TAPING
  • STIPER-THERAPY
  • APPLICAZIONE DI RAGGI INFRAROSSI

CON O SENZA EVENTUALE SUPPORTO OSTEOPATICO


Il dolore è certamente il sintomo più difficile da sopportare ed è opinione piuttosto diffusa che la medicina non convenzionale sia poco efficace nel controllarlo. In realtà le medicine naturali  offrono numerose opportunità terapeutiche in grado di risultare rapidamente efficaci sia se utilizzate da sole, sia in combinazione quando la situazione terapeutica lo richiede.

Molti pazienti che, se pur inizialmente scettici provano a sottoporsi al trattamento del dolore mediante tecniche terapeutiche non convenzionali restano spesso straordinariamente sorpresi nel verificare la rapidità d'efficacia dei trattamenti che nei casi più resistenti possono essere combinati tra loro garantendo risultati senza effetti collaterali.

L'efficacia della terapia può essere valutata sin dalla prima seduta 

La rapidità dell'effetto antidolorifico in caso di risposta positiva al primo trattamento consente di ripetere le sedute solo in caso di verificata efficacia della terapia antidolorifica. Ciò rappresenta un grosso vantaggio economico per il paziente in quanto non sarà necessario verificare l'eventuale risposta dopo un intero programma terapeutico ma già dal primo trattamento.  Infatti, nel caso di mancata risposta alla prima seduta sarà inutile proseguire nel programma.


MEGLIO EVITARE L'USO DEGLI ANTI-INFIAMMATORI


Gli antidolorifici comunemente utilizzati, se pur efficaci, hanno effetti limitati nel tempo e sono gravati da numerosi effetti collaterali alcuni noti e altri meno, ma non meno dannosi dei primi. Noti ai più sono gli effetti contrari che gli antinfiammatori provocano a livello dello stomaco con insorgenza di gastriti acute che, in caso di utilizzo prolungato nel tempo possono cronicizzare determinando numerosi disturbi dolorosi e difficoltà digestive. Un po' meno noti sono i danni che gli anti-infiammatori possono determinare a livello cardiovascolare che sono particolarmente pericolosi nei soggetti cardiopatici nei quali i FANS (Farmaci Anti Infiammatori Non Steroidei) possono aumentare il rischio di re-infarto come dimostrato da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica "Circulation" (1). Altrettanto noti sono gli effetti ipertensivogeni dei farmaci anti-infiammatori i quali inibendo la produzione di prostaglandine E2 determinano un danno renale e aumento della pressione arteriosa. Inoltre altri studi hanno dimostrato che i FANS sono in grado di favorire la comparsa di una pericolosa forma di aritmia cardiaca: la fibrillazione atriale (3)

Senza dubbio ancora meno conosciuti sono gli effetti dei FANS sulla permeabilità intestinale. vari studi hanno dimostrato che questi farmaci sono in grado di danneggiare la barriera intestinale aumentandone la permeabilità a batteri e tossine (4). Purtroppo tali effetti sono accentuati dalla somministrazione dei farmaci antisecretivi acidi noti come inibitori della pompa protonica (omeprazolo, pantoprazolo, esoprazolo etc) solitamente somministrati con gli anti-infiammatori per proteggere la mucosa dello stomaco dai danni provocati dagli stessi (5-6).


BIBLIOGRAFIA

(1) Schjerning Olsen, A.-M., Fosbøl, E.L., Lindhardsen, J., Folke, F., Charlot, M., Selmer, C., Olesen, J.B., Lamberts, M., Ruwald, M.H., Køber, L., et al. (2012). Long-Term Cardiovascular Risk of NSAID Use According to Time Passed After First-Time Myocardial Infarction: A Nationwide Cohort Study. Circulation 1955–1963.

(2)Bavry, A.A., Khaliq, A., Gong, Y., Handberg, E.M., Cooper-Dehoff, R.M., and Pepine, C.J. (2011). Harmful effects of NSAIDs among patients with hypertension and coronary artery disease. Am J Med 124, 614–620.

(3) Ricci, F., and De Caterina, R. (2013). [Relations between FANS, PPI and atrial fibrillation]. Recenti Prog Med 104, 209–213.

(4) Bjarnason, I., and Takeuchi, K. (2009). Intestinal permeability in the pathogenesis of NSAID-induced enteropathy. Journal of Gastroenterology 44, 23–29.

(5) Blackler, R.W., De Palma, G., Manko, A., Da Silva, G.J., Flannigan, K.L., Bercik, P., Surette, M.G., Buret, A.G., and Wallace, J.L. (2015). Deciphering the pathogenesis of NSAID enteropathy using proton pump inhibitors and a hydrogen sulfide-releasing NSAID. American Journal of Physiology - Gastrointestinal and Liver Physiology 308, G994–G1003.

(6) Wallace, J.L., Syer, S., Denou, E., De Palma, G., Vong, L., McKnight, W., Jury, J., Bolla, M., Bercik, P., Collins, S.M., et al. (2011). Proton pump inhibitors exacerbate NSAID-induced small intestinal injury by inducing dysbiosis. Gastroenterology 141


 

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