Terapia di supporto in Oncologia

 

Sei un paziente oncologico sottoposto a trattamenti chemio e radioterapici e hai bisogno di sostegno? 

Non sai come alimentarti in maniera corretta?

Ti sembra si preoccupino solo della tua malattia e non della tua persona?

Una terapia di supporto personalizzata e un  trattamento nutrizionale mirato possono aiutarti a  combattere la malattia e a superare meglio gli effetti tossici della chemioterapia o della radioterapia


COSA FACCIAMO PER IL SOSTEGNO AL PAZIENTE NEOPLASTICO

  1. VISTA MEDICA:
    1. anamnesi
    1. esame obiettivo
  2. VALUTAZIONE DELLO STATO PSICOLOGICO
  3. VALUTAZIONE DELLO STATO BIOENERGETICO
  4. VALUTAZIONE DELLO STATO NUTRIZIONALE
    1. misurazione dello stato d’idratazione e della composizione in massa magra e grassa
    1. misurazione antropometrica
    1. valutazione biochimica dello stress ossidativo e della nutrizione mediante esami del sangue
  5. TERAPIA NUTRIZIONALE PERSONALIZZATA
  6. TRATTAMENTO OMOTOSSICOLOGICO E NUTRACEUTICO:
    1. drenaggio
    1. trattamento della disbiosi e dell'aumentata permeabilità intestinale
    2. stimolo delle difese immunitarie antitumorali
    3. riequilibrio metabolico ed endocrino 
  7. SOSTEGNO PSICOLOGICO CON FLORITERAPIA E TERAPIA OMEOPATICA
  8. RIEQUILIBRIO BIOENERGETICO MEDIANTE RIFLESSOTERAPIE
  9. EVENTUALE TERAPIA BIOLOGICA DEL DOLORE

TERAPIA E DIETA DI SUPPORTO AL PAZIENTE ONCOLOGICO

L'organismo di paziente oncologico è sottoposto ad uno stress che non ha pari in nessun'altra malattia. La patologia stessa e le terapie necessarie alla sua cura mettono a durissima prova il paziente e il suo organismo.

È noto da tempo infatti che il cancro è una patologia sistemica, che coinvolge tutto l'organismo e non solo l'organo affetto dalla malattia. Nel paziente oncologico, pertanto, si ha un riadattamento dell'intero sistema psico-neuro-endocrino-immunologico indotto dalla malattia neoplastica.

Ancora oggi la moderna oncologia indirizza i propri sforzi soltanto all'eliminazione delle cellule maligne senza completare questa, pur indiscutibile scelta, con un trattamento atto a cercare di riequilibrare l'organismo o quanto meno a sostenerlo

Nel paziente oncologico lo squilibrio indotto dalla presenza del cancro viene aggravato dalla terapia antineoplastica, sia dalla chemio che dalla radioterapia, entrambe dotate di una notevole tossicità che non si esplicita solo sulle cellule maligne ma compisce l’intero organismo.

Ancora oggi, nella stragrande maggioranza dei centri di oncologi le possibilità di gestione dello stato tossico dell’organismo sono affidate soltanto alle capacità autoriparative di quest’ultimo sempre più messe a dura prova del prolungarsi delle terapie e spesso, nei casi più gravi dall’associazione di più chemioterapici. Il risultato è spesso un sempre più progressivo decadimento delle condizioni dell’organismo che finisce con il facilitare il processo di metastatizzazione piuttosto che di contrastarlo.

Uno degli effetti più devastanti della chemioterapia (o radioterapia)  si verifica a livello intestinale con realizzazione di disbiosi associata a un importante danno alla barriera intestinale con aumento nel passaggio in circolo nell'intero organismo di batteri e tossine

Sia l’aumento della permeabilità intestinale che la disbiosi compromettono le capacità difensive dell’organismo facilitando da un lato l’attecchimento e la proliferazione dei microrganismi patogeni (il microbiota intestinale se ben radicato impedisce lo sviluppo dei patogeni) e, dall’altro, il passaggio attraverso la parete intestinale degli stessi con effetti infiammatori a livello locale (comparsa di diarreae di gastroenteriti) e a livello sistemico con aumento dello stress ossidativo e/o comparsa di vere e proprie complicanze infettive facilitate dallo stato d’immunosoppressione favorito dalla malattia e dalla stessa chemio o radioterapia. Ciò aggrava progressivamente la compromissione dei vari organi indotta dalla malattia neoplastica e dalla tossicità delle terapie oncologiche

Nonostante l'importanza vitale dell'argomento ancora pochi studi vengono effettuati sulle condizioni metaboliche del paziente oncologico in relazione agli effetti della malattia e delle stesse terapie oncologiche

Purtroppo, nonostante i pochi studi effettuati sull’argomento siano incoraggianti (1-2) le ricerche effettuate sono molto limitate probabilmente perché l’argomento non suscita sufficiente interesse economico che spinga a finanziare tali ricerche così come quelle sull’asseto endocrino-metabolico del paziente neoplastico visto che le uniche terapie oncologiche effettuate sono quelle chemio e radioterapiche che garantiscono guadagni elevatissimi nella produzione dei farmaci e delle apparecchiature.

ALCUNE DELLE PRINCIPALI CAUSE DI SQUILIBRIO NUTRIZIONALE DEL PAZIENTE ONCOLOGICO

  • compromissione sistemica dell’equilibrio endocrino-metabolico indotto dalla malattia (stress cronico, quadro citochinico, squilibrio neurovegetativo etc. )
  • inappetenza e nausea indotte dalla malattia e dalla chemio o radioterapia
  • sarcopenia (perdita di massa magra)
  • alterazioni dell’assorbimento intestinale indotte da danni iatrogeni
  • alterazioni della digestione per insufficienza pancreatica
  • alterazioni del transito intestinale legate a modifiche anatomiche secondarie a chirurgia: gastrectomia, gastro-resezione, resezione intestinale etc
  • vomito di diversa causa (iatrogena, infezioni, malattie concomitanti, gastriti o ulcere da stress etc)
  • aumento el consumo energetico
  • etc

Ciò ci fa dedurre l’importanza di un’apporto nutrizionale appropriato con una terapia nutrizionale integrata e personalizzata sulla base delle problematiche presentate dal paziente. Eppure, spesso il paziente alla domanda riguardante la dieta da seguire si sente dire che può mangiare liberamente quello che vuole, o al limite, se sottoposto ad interventi chirurgici sull’apparato gastroenterico, riceve semplicemente il suggerimento di fare pasti piccoli e frequenti.


BIBLIOGRAFIA

  1. Mima, K., Nakagawa, S., Sawayama, H., Ishimoto, T., Imai, K., Iwatsuki, M., Hashimoto, D., Baba, Y., Yamashita, Y. ichi, Yoshida, N., et al. (2017). The microbiome and hepatobiliary-pancreatic cancers. Cancer Letters 402, 9–15. 
  2. Banna G.L. et al Lactobacillus rhamnosus GG: An Overview to Explore the Rationale of Its Use in Cancer Front. Farmacol2017 Sep 1;8:603
 

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