La strana coppia: occhio e piede

Due esorecettori importanti posti agli estremi del nostro corpo svolgono funzioni regolative e adattative integrate nel contesto del nostro sistema posturale: gli occhi e i piedi. La loro stretta relazione funzionale è  correlata al bisogno che il nostro cervello ha di integrare le informazioni visuo-spaziali con quelle che provengono dall'unico punto di contatto con il suolo quando siamo in posizione ortostatica: i piedi. L'elaborazione associativa delle informazioni visuo-spaziali con quelle provenienti dal piede consentono un più preciso orientamento del corpo nello spazio. Il cervello al fine di poter regolare l'equilibrio in statica e dinamica ha bisogno di correlare le informazioni visive relative allo spazio con l'unico punto fermo che informa il Sistema Nervoso Centrale sul contatto del corpo con la terra. Logicamente queste informazioni non sono solo rappresentate da quelle provenienti dalla retina e dai pressocettori della cute della pianta dei piedi ma comprendono molti più elementi come ad esempio le informazioni propiocettive dei muscoli plantari e di quelli delle articolazioni del piede con un ruolo particolarmente importante svolto dai propriocettori dell'articolazione della caviglia. A livello dell'occhio le informazioni visive retiniche, vengono intregrate da quelle provenienti dai muscoli estrinseci oculomotori, che sono responsabili dei movimenti oculari. A loro volta le informazioni di questi muscoli sono correlati a quelle provenienti dalle strutture propiocettive cervicali che informano il cervello relativamente ai movimenti della testa. Sia le informazioni cervicali che quelle oculomotorie sono integrate, ancora, da quelle che provengono da un importante sistema recettoriale fondamentale per l'equilibrio posturale: il sistema vestibolare. Ecco, quindi che nella regolazione del tono posturale entrano in gioco i riflessi vestibolo-collici che entrano nel controllo dei muscoli del collo e sono finalizzati alla regolazione della postura della testa sul collo, i riflessi vestibolo-spinali che servono al controllo del tono posturale dei muscoli rachidei e, quindi, dell'asse corporeo, i riflessi vestibolo-oculomotori che hanno il fine di stabilizzare il campo visivo, fino ad arrivare ai riflessi vestibolo-autonomici che entrano nella regolazione del tono pressorio in relazione ai cambiamenti posturali.

Brugnoni e Alpini (2007) sulla base della propria esperienza e degli studi di Franz (1999) hanno coniato il termine di Unità Funzionale Vestibolo Vertebrale al fine d'indicare l'unità anatomo-funzionale tra recettori vestibolari ed effettori muscolari vertebrali e, quindi la stretta relazione funzionale tra vertebre cervicali e sistema vestibolare. La figura sotto riportata mostra la stretta relazione che esiste tra vertebre cervicali, occhio sistema vestibolare e muscolatura tonica posturale

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 Tutte queste informazioni devono essere necessariamente comparate con quelle provenienti dall'appoggio plantare, attività neuro-associativa fondamentale durante la postura ortostatica.  Da queste correlazioni si deduce l'importanza di valutare, in fase di diagnosi, tutte le possibili interferenze provenienti dal recettore sull'appoggio plantare prima di posizionare solette o plantari. Non è raro nella nostra esperienza constatare l'interferenza, da parte di lenti correttive non corrette o perfettamente centrate, sullo squilibrio dell'appoggio plantare. La correzione della centratura delle lenti ha molte volte consentito di evitare la prescrizione di solette correttive.

BIBLIOGRAFIA

Brugnoni G. Alpini D. Medicina Fisica e Riabilitativa nei Disturbi di Equilibrio, Springer Verlag Milano, 2007

Franz B, Altidis P, Altidis B, Collis-Brown G (1999) . The cervicogenic otoocular syndrome: a suspected forerunner of Ménière's disease. Int Tinnitus J. 5(2):125-30

Photo By http://www.medicinavertebrale.it/wp-content/uploads/2012/03/alpini1.png di Alpini D.C. and
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