Statine e rischio diabetico

Le statine sono tra i farmaci maggiormente utilizzati per il trattamento della dislipidemia risultando prodotti molto efficaci nell'abbassare i livelli del colesterolo "cattivo" (LDL) così da prevenire la formazione delle placche aterosclerotiche e la loro instabilità e, conseguentemente, la loro rottura che determina la formazione del trombo, causa d'infarti del miocardio e cerebrali. Purtroppo particolarmente noti sono i loro effetti collaterali sulla muscolatura, essendo possibile il verificarsi di danni ai muscoli (rabdomiolisi). Questo effetto è legato in maniera particolare all'azione svolta dalle statine che bloccano un enzima, l'HMGCoA reduttasi determinando una riduzione della sintesi del colesterolo ma anche del Coenzima Q che svolge un ruolo cardine nella respirazione cellulare inducendo sofferenza muscolare. Purtroppo essendo il cuoreun muscolo tale sofferenza si viene a realizzare anche a livello del miocardio (il muscolo cardiaco) con conseguente riduzione dell'efficienza della pompa cardiaca (1). Essi, inoltre, possono contribuire anche a determinare una sofferenza epatica denunciata dall'aumento delle transaminasi in una percentuale di pazienti pari al 2,5% in caso di dosaggi di Lovostatina a 20mg (2). Riducendo i livelli di colesterolo, che serve alla sintesi degli ormoni steroidei, le statine inoltre hanno influenza anche a livello del sistema endorino.

Un recente studio metanalitico condotto su studi osservazionali, condotto dal Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell'Università di Milano, ha messo in evidenza che ben il 44% dei pazienti che assumono statine rischia di sviluppare il diabete (3), mentre precedenti trial meta-analisi mostravano già un richio pari al 9 - 13%. Il Professor Catapano e i suoi collaboratori, autori dello studio, suggeriscono un attento monitoraggio dei valori glicemici ed insulinemici nei pazienti trattati con statine soprattutto nel caso siano già affetti da condizioni pre-diabetiche o diabete. Il paradosso "scientifico" sta nel fatto che il trattamento con statine viene suggerito come efficace nel trattamento della sindrome metabolica che nel proprio quadro clinico presenta l'associazione di quadri dislipidemici e diabetici a causa dell'insulino resistenza.

Bibliografia

1) Langsjoen PH. The clinical use of HMG Co-A reductase inhibitors (statins) and the associated depletion of the essential co-factor coenzyme Q10: a review of pertinent human and animal dataBioFactors 18 (2003) 101Ð111 101 IOS

2) Tolman KG. The liver and lovastatin. Am J Cardiol 2002 89: 1374-1380.

3) Statins and risk of new-onset diabetes: A meta-analysis of observational studies Mozzanica, F. et al. Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases , Volume 27 , Issue 1 , e29 - e30

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